Barolo: un giro fra nobiltà enologiche!
Pubblicato da degustandopj il 2 Marzo 2011 nelle categorie Food, Parliamo di, Torino, Vino, What's pop
E anche questo fine settimana siamo andate, per Queen Mother, ad un appuntamento di quelli imperdibili: i grandi vini piemontesi, con i suoi rappresentanti più prestigiosi, il Barolo e il Barbaresco, portati a Roma dall’associazione di Alba GoWine per una due giorni di degustazioni e assaggi. Imperdibile perché il Nebbiolo, si sa, è un gran vitigno e tutte le numerose produzioni che ne derivano sino al Barbaresco e al Barolo delle Langhe, che sono le più famose, esprimono, praticamente sempre, quella sensazione di qualità e di sostanza che rende un bicchiere di vino un vero piacere! In fondo la qualità risiede nella capacità di questo vitigno di produrre un’uva che ha fra tutte le sue caratteristiche la grande dote di un naturale equilibrio: il colore profondo e intenso, i profumi fruttati e inebrianti, il corpo strutturato e convincente. Entra in bocca e il suo sapore gustoso e caldo rimane lì a lungo. E’ infatti vinificato in purezza perché non ha bisogno di aiuti di nessun tipo e dà il meglio di sé col tempo che passa. Se si potesse fare una classifica dei migliori vitigni italiani è certo che il Nebbiolo avrebbe il suo posto sul podio. E se pensiamo che il Barolo ne è l’espressione più nota e autorevole, potete immaginare quanto sia difficile a una degustazione dedicata trovare qualcosa da ridire.
Noi li abbiamo assaggiati quasi tutti quelli presenti e ci limitiamo a suggerirvi qualche nome di quelli che ci sono piaciuti di più. Abbiamo provato un’interessante degustazione comparata tra le diverse tipologie, annata 2007, per la cantina di Mauro Veglio, che oltre al Barolo base, coltiva 4 tipologie cru, con dei vigneti specifici. Quello base spicca per autenticità e sapore del territorio, e quello proveniente dal Vigneto Gattera per eleganza e profumi sontuosi. Abbiamo poi assaggiato un Bricco Riund del 2005 della Cascina del Monastero, nel cuore delle Langhe, sorprendente per la sua freschezza ancora vivida e per la persistenza in fin di bocca.
Non si può poi non citare Prunotto, perla piemontese della galassia Antinori già da anni nel nostro taccuino, di cui abbiamo degustato il Barbaresco, il Barolo DOCG, il Barolo Bussia, dal vigneto di punta che produce selezioni speciali dal 1961. Assaggiandoli, si possono individuare distinguo, le bottiglie più autentiche e tradizionali, quelle un po’ più lavorate e ingentilite, ma alla fine viene da dire, in questo caso almeno: un nome, una garanzia!
1 Commento a “Barolo: un giro fra nobiltà enologiche!”
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8 Marzo 2011 alle 12:57 pm
Nonostante la mia passione per il bianco, mi avete fatto venire voglia di assaggiare un rosso tra quelli che avete citato.
Posso inoltre certificare che il Barolo Bussia è un grande vini e consiglio, della stessa casa, anche un altro vino che si chiama Bussianella un rosso leggermente mosso e piacevole.
Tiziana