Recipe. Brownies dell’Artpark - da “La parte più tenera” di Ruth Reichl
Pubblicato da Livia il 24 Novembre 2010 nelle categorie Food, Hell's Kitchen, Libri, Ricette, Sapori di versi
Se Ruth potesse ascoltare tutte le storie di madri e di figlie, di contrasti e di prigioni, di amore e pregiudizio che il suo libro ha tirato fuori dal cappello celebrale e emotivo di ognuna di noi, Alici nel Paese della psicanalisi, stasera si metterebbe un grembiule e, soddisfatta, cucinerebbe invece che le ‘Ostriche fritte di zia Birdie’, dei magnifici Sussurri di Donne sull’orlo di una crisi di nervi setacciati nello zucchero di una Risolta Maturità. Si, Rutie sarebbe proprio felice di constatare che la Spirale Universale del rapporto madre – figlia è sempre valido in tutte le latitudini, eterno in tutte le longitudini, conflittuale in Lapponia come a Città del Capo, irrisolto in città come nella Grotta Azzurra in mezzo al mare, ricattatorio e amoroso sia nell’algida Inghilterra sia nella chiassosa America del sud, evocativo e immobile come una tragedia greca o una commedia degli equivoci.
Migliaia di suoni, di lamenti e di risate, di urla e di racconti mormorati a mezza voce, di lacrime ticchettanti e di tenerezze rotolanti come biglie, si mischierebbero in un secondo dentro l’enorme Cornucopia nella sua cucina e sgorgherebbero fuori in un torrente di Ambrosia e di limone, aspro come solo il miele certe volte può sembrare. Cosa cucinerebbe la piccola Reichl con tutte noi? Uno ‘Stufato di tutto’ o la perfezione di una ‘Tarte di lamponi alla Oléron’? Un ‘Pollo fritto di Claritha’ o una ‘Sauerbraten per Doug e papà’ (manzo stracotto con cipolle, zucchero di canna, vino e biscotti allo zenzero sbriciolati, sic)? Si fermerebbe al ‘Pane al cocco’ o si inoltrerebbe nella ‘Torta del diavolo’ con cui inizia a conquistare i ragazzi quando Mim decide che può vivere anche da sola in campagna? Ci organizzerebbe un party nella sua comune o ci spedirebbe all’Inferno come vorrebbe fare ogni tanto con sua madre? Germogli di soya o ‘l’Insalata della messa in scena’ fatta di lattuga, crostini, aglio e parmigiano grattugiato (e capirai!)? Che ci meriteremmo noi secondo Ruth? E poi in quale ruolo, quello di figlie o quello di madri? Come figlie sicuramente un dolce, burroso, celestiale, consolatorio. Come madri uno spezzatino speziato, scuro e un po’ duretto, vecchio come una gallina che però fa sempre un brodo buono.
Nell’estate del 1977 a New York c’è il più grande black out che la storia ricordi e la zia Birdie compie 100 anni. Mim decide di dare una grande festa e per Ruth inizia l’incubo. In realtà lei in quel momento è vicino a Buffalo, all’Artpark, insieme a Doug, suo marito, che espone in questa ex discarica diventata un museo a cielo aperto, una delle sue prime opere. Ci sono due teatri, delle installazioni temporanee, dei laboratori che vanno dalla ceramica alla cucina, i maggggici anni’70 appunto. Rutie diventa la cuoca del gruppo come si usava allora, ognuno il suo ruolo nella collettività, almeno fino a quando non ci si stufava per davvero e si rompevano amicizie e matrimoni. E mentre Miriam, rimasta Regina della Muffa e sempre più maniaco depressiva, tempesta sua figlia di telefonate per un aiuto che fa finta di non volere, Ruth viene intervistata da una giornalista che ha scoperto le sue doti culinarie. La reporter sostiene che fa il migliori Brownies che lei abbia mai mangiato e io vi copio la ricetta, pari, pari anche se sono senza noci come invece vorrebbero la maggior parte delle ricette di questi quadratini. I Brownies li fanno quasi tutti, soprattutto in America, persino Laura Bush (o era Barbara?) ha rivelato la sua ricetta segreta, ognuno ne ha una che pensa sia imbattibile e sublime. In realtà questi biscotti, o giù di lì, sono una morbida e calorica torta al cioccolato cotta in una larga teglia quadrata o rettangolare. Il vero segreto perciò sono gli ingredienti di prima qualità, soprattutto il burro e il cioccolato e la cottura nel forno che non deve asciugarli troppo e lasciarli morbidi in centro. Ma questo a noi cuoche italiane, anche di primo pelo, non spaventa. Ognuna di noi, oltre che una mamma, ha anche una torta al cioccolato nascosta nel cassetto.
P.S.: naturalmente Rutie, dopo una strenua resistenza di autonomia e di principio, cede. Raggiunge i suoi, ripara i disastri culinari -e non solo- di sua mamma e la festa per i 100 anni di zia Birdie viene perfetta. Le cucina con amore il menù elaborato e pretenzioso del suo matrimonio di quasi ottant’anni prima, ‘Ostriche fritte’ in testa e a seguire ‘Salmone in salsa di aragosta’ (bleah). Zia Birdie felice e per noi Brownies a go gò.
I Brownies dell’Artpark
Ingredienti:
150 gr. di burro
150 gr. di cioccolato fondente
2 cucchiaini di essenza di vaniglia
4 uova
½ cucchiaino di sale
400 gr. di zucchero
120 gr. di farina setacciata
Accendete il forno a 200°.
Imburrate e spolverizzate di farina una teglia quadrata con lato di 22 cm.
Fate sciogliere a bagnomaria burro e cioccolato. Quando sono fusi, aggiungete la vaniglia e mettete da parte.
Sbattete le uova e il sale con un mixer. Aggiungete lo zucchero e sbattete a velocità alta per una decina di minuti, o finché l’insieme è bianco. A bassa velocità, unite prima il cioccolato e il burro fusi, poi la farina, fermandovi appena vedete che il composto è omogeneo. Versatelo nella teglia e infornate. Abbassate immediatamente il termostato a 180° e cuocete per 40 minuti e non oltre perché i brownies devono risultare morbidi.
Quando la pasta si sarà intiepidita, con un coltello affilato tagliatela in 12 quadrati che staccherete dal fondo con una paletta e che potrete consumare quando si saranno del tutto raffreddati.
2 Commenti a “Recipe. Brownies dell’Artpark - da “La parte più tenera” di Ruth Reichl”
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24 Novembre 2010 alle 10:39 pm
Questa volta sembra semplice! Abbordabile…ma una domanda sorge spontanea: cosa cavolo ci stanno a fare tutti quei “preparati per brownies” sugli scaffali dei supermercati? Come spesso mi chiedo (e rammento che me lo chiedo IO…cuoca della prima ora) cosa ci a fare il “pesto pronto” quando basta frullare con il minipimer un po’ di basilico,olio e pinoli. E gli spinaci gia’ bolliti? Quelle orribili pallette..nei banconi, ancora là, ora che vendono in bei sacconi spinaci già’ lavati che basta buttare in acqua bollente per 5 minuti…e non parliamo di quelle pallide, acetose alici? Basta metterle in frigo con un po’ di limone…invece dico geniale:
- il soffritto pronto surgelato
- i rotoli di pasta frolla e sfoglia
- le olive snocciolate
- i tortellini di Giovanni rana
- e tutte le carni belle e pronte del mio macellaio
Livia non inorridire e Ruth non ti arrabbiare…c’e…un aiutino e’ sempre un aiutino!
25 Novembre 2010 alle 1:41 pm
Livia, mia cara, tu hai la sfera di cristallo. Esco da due settimane di cucina condivisa con la mia adorata figlia e il tuo incipit riassume perfettamente il clima che si respirava in questo locale della casa. Tra drammi, lacrime e abbracci abbiamo realizzato una serie di ricette niente male e alcune le pubblicherò su QM per gli aperitivi di - brrr- Natale chiedendo, ovviamente, un tuo parere…