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Da Hegel … la rivincita delle casalinghe!

Pubblicato da barbara il 25 Giugno 2010 nelle categorie Casa, Parliamo di

<Dopo tre ore di forsennate pulizie domestiche, ho deciso che volevo e dovevo stare nel pensiero.

Sì, era ora di uscire e quale miglior luogo ove stare in una gelida giornata d’inverno: il proprio pensiero. La “piazza del pensiero” mi piace da morire. E’ piena di atmosfere, luci, colori diversi ….

D’altra parte torturare le povere mani per tre ore è sufficiente come esercizio penitenziale! Dopo aver messo a dura prova il corpo a furia di spolverate di mobili, grattate di macchie (incrostate da chissà quale danno filiale durante i conviviali pasti) …Ora la casa è bellissima! E posso stare con le idee, ordinatamente.

Quando Debby, l’altro giorno al meraviglioso matrimonio di Clara, mi ha confidato in bagno, sbronza e allegra quanto me, che ha capito cosa vuol dire essere grande, non mi sono più sentita sola. Essere grande è “accettarsi per quelle che si è”! Che banalità. E’ vero, ma sappiamo bene che è più difficile stare nella semplicità che nella complessità. Nel complesso può stare il disordine e il disordine può confondere. Nel semplice si vedono facilmente “le macchie”, le imperfezioni, gli errori….

“Accettarsi per quelle che si è”. Io ho capito che sono una “donna di casa”. Purtroppo questa espressione oggi ha assunto un senso negativo. “Donna di casa è la “casalinga”, chegeneralmente è interpretata come donna stupida, succube, poco proattiva.La casalinga è un oggetto:sta al servizio di altri. Quasi come un elettrodomestico. Ho deciso che voglio ridare significato alla “donna di casa”.“Donna di casa”: posso e voglio partire da me stessa, perché solo in me stessa posso trovare Verità. Io sono “donna di casa” perché vivo meglio il privato, che il pubblico. Preferisco i piccoli spazi rispetto a quelli grandi. Ho conosciuto il “pubblico” lo vedo e lo sento tutti i giorni. Non sto fuori dal mondo, ma mi piace guardarlo con distanza. Osservarlo e nel caso affrontarlo da “straniera”.

Sono anticonformista. Già. Lo sono sempre stata. Fuori dalle mode, dalle griffe. Più per l’essere che per l’avere. Ecco perché amo pulire la mia casa. Amo vederla in ordine, partecipare al risultato, che gli ospiti possono apprezzare, venendo a cena nella mia casa. Amo dedicare il mio tempo alla cura dello spazio che vivo coi miei cari. Amo poter offrire ai miei bimbi e a mio marito un luogo pulito, ordinato, caldo e accogliente. E per questo c’è bisogno di tempo. Tempo…. Che grande concetto.

Dedicare tempo ad atti d’amore, perché di questo si tratta. Lo stato d’animo è amorevole, l’approccio è meditativo, perché ogni gesto che faccio è pensato, sentito con tutto il corpo. Fare le “faccende di casa” per me è un esercizio di meditazione zen: esercitare il mio corpo e lamia mente nel “qui ed ora” dell’azione da svolgere. Sembra una c…ata, ma sfido a farlo.

Quante volte ci si trova a svolgere una mansione e a passare ad un’altra senza sapere perché lo si sta facendo? Un esempio: si sta pulendo la cucina e il bambino chiama in camera, per andare dall’altra parte della casa intercetti il bagno e ti fermi a scaricare la lavatrice, quindi torni in cucina, prendi lo stendino e cominci a sistemare i vestiti, ma nel frattempo tuo figlio ti richiama, te lo eri dimenticato per un attimo… lasci lo stendino e vai in camera, la camera è un caos totale e la tua nevrosi domestica ti impedisce di lasciare che tuo figlio stia nel disordine, allora arrabbiandoti pure, cominci a sistemare poco, poco il delirio di giochi sul tappeto, ascolti cosa ha da dirti il tuo pargoletto e poi torni in cucina, dove a questo punto devi finire di stendere e finire di pulire. Ma lo spazio occupato non agevola la pulizia dei pavimenti, quindi finisci di stendere porti lo stendinonella stanza matrimoniale e il tuo occhio casca sul letto ancora sfatto: intollerabile. Sistemi il letto, metti a posto i vestiti accartocciati sulla sedia e torni in cucina a finire di sistemare. Quanti km sono stati percorsi? Per fare tre cose l’energia corporea e mentale è stata incredibile! Ecco dove trovo il modo per fare pratica filosofica: mi alleno ad osservare i miei movimenti in questi banali atti quotidiani e noto il “disordine mentale” che li guida. Dall’osservazione a cui mi sono dedicata per un paio di mesi, ho scelta la mia strategia per meglio gestire il tempo, decidendo di allenarmi al controllo mentale sulla pulizia di una “stanza per volta”… i mesi passano ed i risultati si vedono, anche con un ottimizzazione del tempo significativa. Certo i trucchi del mestiere vanno sempre tenuti presente: se in camera da letto, dove mi sto preparando per uscire, mi viene alla mente che devo mettere gli asciugamani puliti in bagno, dal momento che la biancheria è in stanza e per uscire passerò davanti al bagno… una piccola deviazione mi farà fare un’ azione che non dovrò ricordare successivamente.

Essere “donna di casa” oltre a facilitare, quindi, la possibilità di risparmiare centinaia di euro in corsi yoga, permette alla dolce mogliettina di divenire protagonista indiscusso della propria vita. Mica poco, no?

Ma in conclusione cosa c’entra Hegel?

La famosa figura del Servo Padrone casca a pennello per descrivere il valore esistenziale dellavoro domestico.Nel momento in cui cedi alla COLF la tua casa, agisci come il padrone che perde il controllo sulla propria vita, mentre il servo vive attivamente del lavoro della terra e aumenta la propria autocoscienza…. To be continued…

7 Commenti a “Da Hegel … la rivincita delle casalinghe!”

  1. Fraq scrive:

    Rileggo e penso. Mi ritrovo in ogni riga, in quel venire e tornare sui miei passi, con l’occhio che insegue nuove cose da fare. Totalmente padrona della mia casa, nel senso in cui dici tu, continuo comunque a difendere quell’aiuto che arriva lì dove proprio non ce la faccio. Odio stendere e stirare.
    Ma vengo al dunque. Poniamo che io mi senta, nel senso in cui dici tu, nel pieno contatto con la mia autocoscienza… perchè chi vive con me è così felice di essere il “padrone che perde il controllo della propria vita”?! E sono anche 2 contro 1!
    Mi sa che ora vago per casa leggendo ad alta voce questo post…
    un abbraccio

  2. serena scrive:

    Questo post è una folgorazione di prima mattina. Cara Barbara, mi hai dato uno strumento essenziale per poter tentare di governare il caos che regna tra le mie mura domestiche e nella mia testa. Affrontare la gestione della casa con uno “stato d’animo è amorevole” e , “approccio meditativo” credo sia la chiave di volta per una gestione meno ansiosa e aggressiva di questo fondamentale rifugio che è il nucleo in cui si vive, componenti umane incluse. Anch’io, come Fraq, non posso rinunciare al mio aiuto esterno e leggerò a tutti, declamandolo all’ora di cena, questo post, ma l’approccio al quotidiano domestico sarà più lieve.
    Grazie

  3. barbara scrive:

    rispondendo in maniera sempliciotta alla domanda di Fraq: Hegel dice che il Padrone non ha autocoscienza della sua passività, il Padrone è convinto di “condurre” il carro. Per il padrone non c’è possibilità di vedere la sua mancanza. Gode della sua beata ignoranza ed è felice così…meglio per lui!?!
    Solo nel momento in cui tu smettessi di mettere cura nella casa i tuoi due padroni vedrebbero ciò che succede durante la loro “mancanza”.
    E poi una confidenza: anche io mi faccio aiutare (4 ore a settimana,il lunedì mattina) anche io ho il mio Genio della Lampada, ma un conto è l’aiuto, un conto la sostituzione totale…la presa di distanza, e non l’assenza da sé, è fondamentale per progredire nell’attività di coscientizzazione esistenziale (che concetto pensante per il lunedì mattina ;)…)

  4. Fraq scrive:

    E infatti la leggo in serata al terminie di una lunga e bella giornata di sole! Per fortuna, chè stamattina sono scappata di casa lasciandomi dietro il caos. Tutto vero, appena rallento la macchina i Padroni mi guardano come a dire “dove siamo, chi siamo?!”. In questi casi mi sale un’enorme angoscia. Incarno forse la loro? è quel che mi spetta? O c’è di meglio? C’è di meglio.
    Nel leggerti, sorrido del mio piccolo privilegio… poter vedere queste pareti con uno sguardo diverso e benevolo, diciamo allegro. E sposto l’angoscia verso una carezza sulle cose.
    Aggiungo che da dieci giorni possiedo una fenomenale scopa elettrica ultreleggera! Una notte le salgo in groppa e volo sopra tutte le mie piccole e inconsistenti fatiche quotidiane. Solo un volo che sappia di ritorno. Cosa c’è di meglio?

  5. paola scrive:

    DA STEVENSONS…LA DOPPIA FACCIA DI UNA CASALINGA

    Ci ho provato, cara Barbara, non sai quanto. Single a Torino, a Milano, a NY finalmente trovo marito e sogno. Non vedevo l’ora di curare il nido con: “Stato d’animo è amorevole e l’approccio è meditativo”.
    E mentre mi sentivo finalmente calata nel ruolo - recuperato da un’adolescenza “contro”, ma da un’infanzia segnata dal Principe Azzurro…ecco che il mio futuro disordinatissimo e distrattissimo marito mi comunica la regola n.1 della nostra convivenza, la base di tutto il suo sapere filosofico: “fai il cazzo che ti pare, ma solo fai in modo che il mio rientro a casa non rappresenti l’avvenimento della tua giornata”! Ed è qui che Dr Jekyll, libera Mr Hyde, che mio marito apprezza assai di più…

    Dr Jekyll, torna in forza con le gravidanze. Ricca di buoni propositi, di sogni e di zen (con l’aiuto di una serie di coincidenze occasionali) smetto pure di lavorare e inizio a dedicarmi con “Stato d’animo e amorevole, sostenuta da un approccio è meditativo” verso il lavoro più ambito: quello la casalinga.
    Quindi:
    - leggo tutti i libri per diventare una brava mamma
    - compriamo casa con giardino stile Mulino Bianco
    - compro Gardenia, AD e la Cucina italiana
    - trovo amiche casalinghe felici (molto apprezzate dai loro mariti) e mi faccio consigliare
    - trovo un nuovo canale di comunicazione con mia madre
    - spendo un sacco di soldi
    - passo “giugni e Lugli” al mare con i bambini e i “marzi” in montagna.
    - penso che finalmente avrò tutto il tempo per leggere, pulire e meditare

    Mr Hyde, si annoia, si annoia, si annoia e mentre si annoia fa brutti scherzi. Mi fa sentire sospesa, fuori da me e spazza via Dr Jekyll con il suo “Stato d’animo è amorevole, l’approccio è meditativo”.
    Sai cosa fa, lo stronzo? Mi mette contro l’intera famiglia…

    - il giardino curato amorevolmente viene raso al suolo da orde di ragazzini che amorevolmente invitavo con tanto di crostate fatte in casa…
    - il marito entra in una casa per lui irriconoscibile e trova me che:” se usi il sapone sciacqualo bene…”, “non ti sdraiare sul letto…”, “hai lasciato le scarpe in sala…”
    - ai miei figli interessa solo vedermi ridere e non rido mica tanto..

    Spezzata, ricomincio a lavorare! E smetto completamente di occuparmi della casa. Sono di nuovo adolescente! E come tutti gli adolescenti mi faccio aiutare..

    Libero Jekyll e Hyde, libero i figli, il marito e tutte le mamme della scuola e la piscina e la montagna…a luglio stanno con mia madre e noi passeggiamo come ragazzini per l’estate romana…

    LIBERI TUTTI.
    E il mio Stato d’animo torno amorevole l’approccio è meditativo e noi (Dr Jekyll e MrHyde)tentiamo di vivere felici e contenti.

  6. bianca scrive:

    Era un po’ che era li questo post, mi guardava, lo guardavo, avrò mai qualcosa da dire, di intelligente da aggiungere a quanto detto? Mentrelo leggevo, i commenti ed i pensieri saettavano confusamente nella mie testa non calda ma accaldata. Volevo prendere carta e penna, perchè io sono ancora di quella generazione lì che adora il contatto con la cellulosa e l’odore dell’inchiostro e cominciare e buttare giù i miei commenti. Volevo prendere un foglio bianco, scrivere i punti, 1,2,3… poi cambiare l’ordine, aggiungere con la classica V di quando eravamo a scuola, cancellare e riscrivere sopra, che figata! Da un cosmico disordine mentale, come per incanto avrei sciorinato una bella copia dove i numeri rispecchiavano l’importanza soggettiva delle mie osservazioni ed il mio pensiero sarebbe stato liscio e facilmente comprensibile.
    Invece, ho deciso di essere una donna del web e quindi ” parole in libertà”!
    Partiamo dal mio ossessivo e malato rapporto con l’ordine.
    Sarebbe interessante intervistare i miei figli, al mio cane Napoleone, invidiano le orecchie da segugio e quella perenne faccia affranta che gli permette di fare ciò che preferisce, niente!!!
    Io sono malata dell’ordine ma non sono ordinata quindi sono una fautrice dell’ordine apparente. E’ essenziale per me avere sempre un cassetto a portata di spazio dove poter raggomitolare, appallottolare ciò che disturba il mio occhi. Posseggo scatole e contenitori per qualsiasi cosa, sono riscita a comprare on-line nel sito http://www.ordinett.it/ tanta di quella merce che mi hanno mandato un regalo…
    La mia casa da ordinare e da pulire, cosa che faccio spesso perchè sono di quelle che sono certe che nessuno si occupa delle cose tue con lo stesso amore e dedizione di come te ne occuperesti tu, è come quel bellissimo foglio bianco, dove decidi tu come riempire di parole, con logica iniziale o disordinatamente in attesa di riflessione per una stesura definitiva. Sono maniaca del lavoretto “de fino”, passo ore in bagno armata di spazzoline e spazzolette per arrivare la dove sembra impossibile. L’appagamento del risultato finale è totale ed è mio, non lo faccio per nessuno, mi lodo e mi sbrodo e ne godo personalmente.
    In conclusione, oggi mi sono abituata ad essere una donna di casa, anche quando lo faccio in prima persona, mi sento un po’ spettatrice perchè Bianca lo svolge in maniera diversa da come lo svolgerebbe Bianca. Mi osservo e mi giudico e per fortuna ho sempre a disposizione quella scatola con il tappo, quel vaso di Pandora, che mi permette di osservare il mio ordine/disordine.

  7. serena scrive:

    Ritorno su questo post dovendo affrontare, tra sabato e domenica, il cambio di stagione. Un momento poco amato per diverse ragioni: mi fa archiviare a malincuore la leggerezza dell’estate, mi provoca attacchi di allergia e mi fa ritrovare vestiti che appartengono ad altre taglie ed altre epoche. Il fatto di pianificarlo con sentimenti postitivi e amorevoli, seguendo i consigli di Barbara mi conforta e mi sostiene e, forse, eviterò di rovinare il fine settimana a tutta famiglia con esplosioni d’ira funesta, bronci, e umor cupo.

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