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Sapori di versi - Gattò di Patate

Pubblicato da Livia il 2 Giugno 2010 nelle categorie Sapori di versi

The Princesses are back!
E’cosi, dopo mesi di silenzio secolare (su Internet il tempo si moltiplica e si dissolve con una velocità del diavolo) Queen Mother e le sue improbabili Regine torna a pieno ritmo per noi e per tutte voi. Torna cambiato, speriamo migliorato, ma con la stessa cifra ironica, inutile, futile, profonda e indispensabile che aveva prima.
Poteva mancare una nuova ricetta in rima? Poteva mancare un pensiero per voi? Forse si, ma ci siamo immaginate di no e le mie Compagne Regine mi hanno addirittura dato l’onore della home e io mi specchio, almeno per un po’, dietro la coda di pavone della mia vanità.
Del Gattò di patate sapete già tutto, ne sono certa. E ognuna di voi avrà la ricetta giusta, Bianca soprattutto, con le sue roots napoletane. Io vi do la mia che, naturalmente, è la meno dietetica (visto che a dieta ci sono io, mannaggia li pescetti): salame e uovo sodo, ma è resa più soffice dagli albumi montati a neve (piccolo segreto spero condiviso). D’estate si serve tiepida o del giorno prima e te la porti dovunque come l’infradito.
Ogni mese troverete una ricetta in rima nuova (sembra facile ma un po’ di tempo ci vuole). Intanto andate a rifrugare in quelle precedenti (sono 18, mica bazzecole) per trovare qualche ispirazione culinaria dimenticata in quella gigantesca pancia della Rete, Madre, Mare e Strega di tutte le chiacchiere del mondo. Bentornate Morbide Regine.

GATTO’ DI PATATE
Ha un nome francese e partenopeo
ma quando lo assaggi è molto europeo
Ricette di casa, un poco macchiate
ed ecco per voi Gattò di patate

Formaggi e salumi, delizie salate
si mettono a strati con uova e patate
Ma prima di tutto ci serve il bollore
si sbucciano calde malgrado il dolore

Si mette del burro, diventa un puré
lo mischio per bene, si monta da sé
Aggiungo tre rossi e del parmigiano
di sale e di pepe sia parca la mano

E sopra il tagliere affetto a tocchetti
salame piccante e un uovo a quadretti
Li butto nel cibo, che il volo sia breve
in ultimo aggiungo gli albumi di neve

Per ora il lavoro è quasi finito
mi serve un bel pyrex, si unge col dito
E sul primo strato di ricca patata
quella mozzarella sottile è posata

Ancora uno strato di ricco puré
la provola a fette la metto da me
Un ultimo strato, arriva il finale
fiocchetti di burro non fanno mai male

Sessanta i minuti passati nel forno
si toglie il Gattò ed è ancora giorno
La torta ti guarda , si deve posare
a fette la offri, delizia da amare!

Ingredienti per 6 persone:

1 kg e mezzo di patate prima bollite e poi schiacciate
60 gr. di burro per il puré più 20 gr. per i fiocchetti e per imburrare lo stampo
4 uova (3 rossi, 3 albumi montati a neve) 1 uovo sodo a tocchetti
200 gr. di salame piccante o mortadella a tocchetti
150 gr. di mozzarella a fettine
150 gr. di provola affumicata a fettine
sale, pepe, noce moscata (facoltativa)
1 Pyrex da soufflé per sei persone imburrato e spolverato di pangrattato
In forno a 200° per un’ora circa
Lasciare riposare mezz’ora prima di servire

Il gattò di patate è sempre stata una mia passione. Perché le patate sono di per sé una passione. Per chiunque ami mangiare o cucinare. Nella perpetua lotta contro i chili le patate ti fanno sentire in colpa, quasi ti gonfiassero solo a guardarle. Ci sono molti ingredienti che iniziano con la P, che ingrassano e che io adoro: pasta, pane, patate, pizza, peperoni, piselli, panna, provolone, pancetta, panettone, pistacchi etc. Poi ci sono le P nel cibo che non mi commuovono e che infatti non fanno ingrassare e sono spesso usate nelle diete: pomodoro, pompelmo, palmito, pinzimonio, pollo lesso, prosciutto magro, pesce ai ferri e via così. E’ come se la lettera P fosse grassa di suo, me la vedo gialla e grassa, venata di rosso scuro. Le patate sono delle P per definizione: un soffice puré, un piatto di patate fritte, le patate al cartoccio con il burro, al forno con il latte, la panna e il prosciutto, schiacciate come rosti, lesse con olio e cipolla, souté nel burro e salvia, con i tubetti dentro una minestra, con i porri per un passato, le patate sono, insieme al pane, alla pasta e all’olio, il cibo. Il gattò unisce due passioni: le patate e la cucina napoletana. La grande cucina napoletana a metà tra Francia e Vesuvio, incrocio tra i poveri e i grandi Monzù delle famiglie artistocratiche napoletane. Questa ricetta me l’ha data Daniela, una pura lombarda, fidanzata per anni con un gran signore di laggiù.

7 Commenti a “Sapori di versi - Gattò di Patate”

  1. francesca scrive:

    sono commossa….ci sei mancata!!!

  2. serena scrive:

    Come per quasi tutte le altre, mi cimenterò anche in questa. Grande Queen dei fornelli e delle rime, con te sto imparando a cucinare!

  3. Fraq scrive:

    Il tautogramma culinario si è insinuato nella mia cucina

  4. paola scrive:

    Gatto’ di patate? Le “P” che fanno ingrassare? Proverò o non proverò le tue ricette? IO LE TUE RICETTE ME LE LEGGO! E rido, mi commuovo, mi immedesimo, mi immagino, vedo ritratti, panorami, cucine diverse. Sento gli odori, i sapori e la felicità di fare qualcosa per gli altri! Vai Lyvia! verso l’infinito e oltre! Grazie.

  5. bianca scrive:

    Il Gattò di patate..e rido, rido da sola con il classico sguardo di chi rimurgina e si crogiola nei ricordi del passato. Allora, ero una giovane sposa di un napoletanissimo uomo, in regalo da mia suocera, ottima cuoca, avevo ricevuto un bellissimo libro di ricette scritte di suo pugno dove, non poteva mancare il Gattò di patate… Freschissimi sposi, mi cimento nella classica cenetta con i più cari amici, dove noi tutte spose novelle sfoggevamo cerchietti, perle e scarpe di Ferragamo con il FIOCCO, tavole apparecchiate con regali di nozze, uno “spicinio” di porcellane, lotte titaniche tra Herend, Meissen, Vista Alegre e naturalmente Capodimonte. Arriva trionfante il Gattò di patate, e vedo che mio marito mi guarda come a dire: sei sicura di quello che hai fatto? (tanto non sarà mai uguale a quello di Mammà!) Poi è viva dentro di me l’immagine dei primi che si servono, il cucchiaio affonda a fatica in questa polpa compatta, peso specifico elevatissimo, sembrava la paletta dei bambini alle prese con la sabbia bagnata. So che qualcuno avrebbe voluto l’aiuto di un coltello, eravamo tutti appena sposati, ancora molto tolleranti in coppia e con gli amici.
    Oggi il mio Gattò viene bene e devo dire che la mia ricetta è molto, molto simile alla tua ma come dire… mi è rimasto sempre QUA’!!!

  6. marta scrive:

    lo faccio sabato!

  7. Livia scrive:

    E poi facci sapere come è venuto, in rima sì, ma sopratutto a tavola

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