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Sapori di versi - Polpette al pomodoro

Pubblicato da Livia il 24 Maggio 2009 nelle categorie Sapori di versi

Care principesse,
dopo architetture impossibili, salse di famiglia, dolci di avi sconosciuti, questa settimana un piatto che abbraccia tutte le famiglie, visto che in ogni nucleo di sopravvivenza c’è sempre qualcuno che, alla bisogna, sa fare le polpette al pomodoro. C’è chi le fa con l’aglio,  chi con la cipolla, chi -come nella tradizione romana- usa gli avanzi della carne del giorno prima, le frigge e poi le tuffa nella salsa, chi si ostina a farle insipide e mollicce, chi ci mette un tocco personale, chi le fa solamente con la ricetta della sua regione o della sua mamma. Io amo le polpette al pomodoro e, nella mia infinita bontà, amo anche mio marito. Questa ricetta è per lui che, come me, le preferisce a quelle asciutte e fritte (anche se adora tutto quello che è fritto, fritto, fritto). Se potete, se volete, con l’aggiunta di un residuo di bollito o di altra carne avanzata, le polpette al pomodoro voleranno alte in un’estasi culinaria. Di contorno riso pilaf, asciutto e croccante,  o un profondo e soffice puré.
Buona settimana a voi, Regine e Custodi della Tradizione e della Innovazione.

POLPETTE AL POMODORO

La mia allegria è intrisa di odori
che si accompagnano a grandi sapori
È un gusto semplice, a volte l’adoro
son le Polpette con il Pomodoro

Cerco la scala che giace in cucina
è molto presto, è appena mattina
trovo su in alto la pentola spessa
che qui in famiglia chiamiamo Badessa

Tre son le scatole, Cirio pelati,
taglio a pezzetti i rossi spolpati
Grosso sia il sale, lo zucchero fino
e per ciascuno un gran cucchiaino

Prima di metter Badessa sul fuoco
un goccio d’olio e alloro del cuoco
Mi manca ancora del bel rosmarino
non ho scordato il peperoncino

Mentre il mio sugo sobbolle pian piano
penso in silenzio a quanto ti amo
E per amore ti fo le polpette
che sono tante, son dieci più sette

Prendo dal frigo la mia mortadella
mischiata alla carne mi sembra più bella
Le uova aggiungo con il parmigiano
strizzo la mòllica dentro a una mano

Solo una presa di noce moscata
e la farina sul piano appoggiata
Formo le palle di media grandezza
mi guardano tonde con molta franchezza

Mentre c’è il sugo che cuoce da un’ora
le grosse polpette si tuffano ora
Passano  ancora quaranta minuti
tanto che ascolto un concerto di Muti

Per le polpette, che piccano rosse
spalanchi la bocca e fai delle mosse
Son palle d’amore, le ho fatte per te
appena hai finito divora anche me

Ingredienti per 6/8 persone:

per le polpette:

800 gr. di carne macinata di prima qualità
2 etti di mortadella tritati insieme alla carne
2 uova
3 fette di pan carrè intinto nel latte e strizzato
50 gr. di parmigiano
sale, pepe, prezzemolo, noce moscata
farina per infarinare le polpette
facoltativo: uvette e pinoli

per il sugo:

3 scatole di pelati tagliati a pezzetti
1 cucchiaio di sale grosso
1 cucchiaio di zucchero
2 peperoncini
alloro, rosmarino
un filo d’olio extra vergine

Dopo un’ora che il sugo cuoce, passarlo al mixer e mettere le polpette.  Altri 30/40 minuti, spegnere e lasciar riposare.

Silvio è il mio amore, il mio compagno, il padre di Pietro. Ci siamo incontrati nelle nostre seconde vite, trentasei anni io, quarantuno lui. La vita ti sembra sempre un compromesso, lotti, fatichi, ridi, di solito ti accontenti. C’è l’uomo che ti dà sicurezza ma mangia solo in bianco, quello che è una bomba di sesso ma ti fa pagare il conto, l’altro che viaggia ma che trema ogni volta che incontra la sua ombra, quello generoso ma inderogabilmente astemio. Poi un giorno, quando meno te lo aspetti, arriva il grande amore. Che mangia, che è generoso, che viaggia come te, che beve e legge pure i libri, che è un manager ma padre tenerissimo, che è un amante sorprendente e un compagno per la vita. Naturalmente, come te, è pieno di difetti, ma questo non conta poi molto. Le polpette al pomodoro, semplici e perfette, sono dedicate a lui, come molti altri piatti delle nostre vite, prime, seconde e future.

4 Commenti a “Sapori di versi - Polpette al pomodoro”

  1. sabkuntz scrive:

    le polpette al pomodoro mi conducono immediatamente al pentolone fumante di mia nonna a cui mi avvicinavo perennemente da bimba per cercare di rubare qualcosa durante la cottura.
    questo è un bellissimo post d’amore.

  2. paola scrive:

    Il mio amore, lo sai, si chiama Lollo. Tante, tante volte mi sono chiesta perché alcuni vanno avanti, altri no. Noi nella pratica della vita quotidiana siamo diversi, completamente. Io sono impaziente, lui è un budda. Io soffro il caldo, lui soffre il freddo. Io viaggio faticosamente (troppe valigie, troppe aspettative, troppi controlli), lui facilmente (poche valigie, va bene tutto, poi vedremo…), io mangio tanto, lui mangia poco, io cucino la carne, lui il pesce, io compro, lui no, io non faccio sport, lui fa solo sport, io sono ansiosa, lui mai, io drammatizzo, lui sdrammatizza, io mi commuovo, lui non se ne accorge…e ancora, ancora, ancora…così una notte, parlando con una amica e chiedendoci “cosa sarà…”, abbiamo sciolto i nostri dubbi, ci sono due cose che abbiamo in comune e che forse tutte le coppie che vanno avanti hanno in comune: sono ETICA ed ESTETICA, nel loro significato più alto e profondo. In tutte le coppie che si amano dopo tanti anni, se le guardo bene , trovo sempre questo in comune. Sempre.

  3. Fraq scrive:

    Questa teoria su Etica e Estetica venne fuori un pomeriggio in cui dovevamo lavorare. Invece parlavamo d’amore. Di quello che è andato e ritorna, per esempio.
    Paola la espresse con la stessa facilità che ha usato qui e io mi illuminai.
    Ecco, tra me e il mio grande amore le polpette hanno giocato un ruolo centrale. Erano e sono il suo piatto forte. L’uomo in questione, va detto, ha una mano non proprio leggerissima, è il tipo che ti mette all’ingrasso e poi ti suggerisce di bere meno per dimagrire. Ma quel profumo di polpette che invade la casa è il nesso tra etica e estetica, soprattutto se si ha la forza di superare l’aggressione (etica e estetica anch’essa) del disastro di pentole, padelle, bucce, briciole, scatole che invade la cucina.

  4. serena scrive:

    A Etica e Estetica aggiungerei l’ironia, terreno comune sui cui stemperano le risse tra il mio compagno di vita e me. Lui è un’asso negli spaghetti al pomodoro e nel pollo arrosto, ma anche lui è refrattario all’applicare le regole dell’ordine e della pulizia in cucina. Le polpette al pomodoro sono terreno mio. La ricetta l’ho ereditata dalla mia adorata nonna Livia, donna eccezionale, forte come il granito davanti alla vita ma tenera e dolce come pasta di mandorle negli affetti. Non era una gran cuoca, ma i suoi tre piatti forti, polpette al pomodoro, polpettone e cotolette panate con il purè erano sublimi. Tutte le sue figlie, (sette) e le sue nipoti (sempre sette) le replicano con perizia, dedicandole a lei che ci ha insegnato ad affrontare la vita con allegria. Ora sto tramandando l’arte delle polpette alla mia “feroce” figlia adolescente, e mentre impastiamo insieme gli ingredienti le racconto le avventure di questa bisnonna che ha attraversato due guerre senza mai perdere la capacità di amare.

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