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L’associazione di Francesca Rebecchini

Pubblicato da paola il 8 Febbraio 2009 nelle categorie Parliamo di, Solidarietà

Un’amica che, per nostra fortuna, partecipa con gioia scrivendo per noi su Queen Mother.Un’amica con progetti da sostenere e condividere. Intanto pubblichiamo il suo post.
Chiedo alle amiche impegnate nel sociale di raccontare con Francesca la loro esperienza, noi le aiuteremo.

Pubblicato da Francesca Rebecchini il 8 Febbraio 2009

La vita ti pone davanti a dei fatti a cui non sei assolutamente preparata, mettendoti di  fronte a una scelta particolare, quella di essere felice aiutando il prossimo .
Il mio percorso comincia 14 anni fa con la nascita di Martino, il mio quinto figlio che si presenta al mondo con la sindrome di Down. Questa sua diversità mi apre le porte di un mondo completamente nuovo, quello di chi affronta la vita con un handicap.
Passo i primi due anni a documentarmi per poter dare a mio figlio la possibilità di vivere una vita serena. Internet è ancora poco sfruttata e la mia ricerca si svolge prevalentemente sui libri. Nel suo secondo anno di vita al mio piccolo Martino viene diagnosticata una leucemia e viene ricoverato nel reparto di ematologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.
E’ stato in quel frangente, condividendo lo stesso percorso di angoscia con altri genitori, che ho compreso quanto fossi privilegiata e come fosse possibile vivere in positivo anche una vicenda traumatica come questa cercando di essere costruttiva e dando un aiuto agli altri. Io avevo la fortuna di vivere a Roma, città che mi permetteva di dare  le migliori cure a mio figlio avendo la mia famiglia accanto, il fatto di non avere un impegno lavorativo  mi permetteva di dedicarmi a Martino senza altre pressioni: con queste considerazioni in mente ho dato inizio al mio impegno in progetti concreti di volontariato.
Ho cominciato a dedicarmi all’Associazione “Davide Ciavattini” che opera principalmente nella Divisione di Ematologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma per l’assistenza e la cura dei bambini affetti da leucemia, linfomi e altre malattie ematologiche. Partecipare in modo attivo alla vita dell’associazione mi ha insegnato che nel volontariato è fondamentale l’impegno, la progettualità, la capacità organizzativa per riuscire a raggiungere gli obiettivi ed essere un punto concreto di riferimento per chi ha bisogno di sostegno.  Da allora le mie esperienze nel campo del volontariato si sono moltiplicate in diverse associazioni,  fino ad arrivare a realizzare dei progetti, ideati da me, per l’inserimento di bambini con disagi psico-sociali in attività sportive. Ritengo che l’integrazione sia fondamentale per garantire a bambini e ragazzi “diversi” un percorso di vita gratificante e felice.
Da qualche anno seguo progetti che coinvolgono bambini Down e autistici nel Rugby con l’aiuto di educatori qualificati,e visti gli ottimi risultati ho pensato di applicare questo modello anche a bambini che vivono nelle case famiglia per fargli vivere un’esperienza formativa che sviluppi la loro capacità di inserimento e aumenti la loro autostima.
Sono partita in piccolo, lavorando con una sola casa famiglia, ma l’intenzione è quella di allargare questa esperienza anche ad altre strutture. Insomma, grazie a Martino la mia vita si è arricchita di gioia, la mia visione del mondo è cambiata per sempre e ho scoperto un segreto: energia e felicità sono contagiose, provare per credere.

Trovate una scheda sull’Associazione Davide Ciavattini Onlus su QM Per

7 Commenti a “L’associazione di Francesca Rebecchini”

  1. annamaria scrive:

    E’ difficile “lasciare un commento” all’intervento di Francesca che mi ha stupita e lasciata senza parole per il modo semplice in cui ci ha raccontato come la vita possa cambiare completamente, in positivo, attraverso un’esperienza di dolore che si trasforma in condivisione.
    Io, che da ragazza ho dedicato più ore della mia giornata al volontariato che allo studio (ricordo di essere stata così felice per la vita che facevo, che con piacere mi alzavo presto al mattino per studiare!)e che poi sono stata catturata dal vortice della vita frenetica di tutte noi, tra lavoro, figli, case, viaggi, devo dire che ho provato una certa nostalgia di quei tempi leggendo le parole di Francesca. Grazie Francesca, per ricordarci tutti i giorni che c’è altro fuori da noi che ci può rendere più felici. Sarebbe bello riuscire a spiegarlo e ad insegnarlo anche ai nostri figli.

  2. paola scrive:

    Le attività di volontariato possono interessare molte di noi direttamente, e credo, a moltissime di noi, piacerebbe coinvolgere i nostri figli. Francesca si dedica molto tempo, in modo professionale all’organizzazione e alla realizzazione di progetti di volontariato.
    Credo davvero che siano attività non solo formative, ma spesso divertenti e capaci di regalare grandissime gratificazioni, dedichiamo tutto il tempo libero dei nostri figli ad attività sportive, dimenticandoci che sono davvero tante le attività che possono farli crescere. Ad esempio negli Stati Uniti, per le iscrizioni alle Università, l’aver fatto volontariato è un’attività importantissima per il test di ingresso.

    Cara Francesca, come si avvicinano i ragazzi al volontariato? Puoi darmi suggerimenti? I miei figli hanno 13 e 15 anni.

  3. francesca scrive:

    nel mio piccolo, avendo sempre frequentato scuole cattoliche era all’ordine del giorno fare piccole cose soprattutto aiutando anziani abbandonati e dimenticati. Ho ancora limpido il ricordo di quei visi che attraverso i nostri racconti di vita anche quotidiana..vivevano meglio, più allegri e leggeri..e vivevo meglio anch’io..

  4. paola scrive:

    Francesca ti andrebbe di farci aiutare da Francesca su un’attività e farla insieme con le nostre figlie? Magari nasce una passione!

  5. Pisana scrive:

    Sono convinta anch’io che l’esperienza del volontariato sia estremamente importante e arricchente anche per i nostri ragazzi. Come dice paola, in altri paesi le attività in questo campo sono molto apprezzate anche a livello di curriculum perché si considera che esse vanno a completare la formazione del ragazzo intesa in senso lato, anche come esperienza di vita. Sono mamma di una ragazza che ha fatto gli ultimi due anni del liceo in collegio in Inghilterra. Nel programma del cosiddetto IB (International Baccalaureat) circa due ore alla settimana sono dedicate alle attività nel sociale. La scuola si trovava davanti a una casa per anziani e i ragazzi aiutavano le persone anziane accompagnandole a fare la spesa o facendo piccole commissioni per loro. Qualcuno andava a fare animazione in un vicino centro per bambini disabili, altri ancora collaboravano con l’associazione OXFAM e altri enti di beneficenza, ecc.
    In Italia non so se le scuole stesse si facciano promotrici di iniziative del genere, certamente non contribuisce al voto finale come invece lì…
    Consiglio vivamente il sito http://www.italia.gov.it alla sezione “giovani e volontariato”, ricchissimo di proposte. C’è anche una sezione dedicata al volontariato ecologico. Interessantissimi i campi di volontariato per ragazzi del WWF e di Legambiente, dove ogni anno circa 4000 giovani (e non solo) si impegnano nella pulizia di boschi e di spiagge, nella salvaguardia dei beni culturali, nella rimozione di rifiuti e reti dai fondali marini, ecc.
    Per campi di volontariato all’estero: http://www.europa.eu/youth/volunteering_-_exchanges/index_eu_it.html (portale europeo dei giovani).
    europa.eu/youth/volunteering_-_exchanges/index_eu_it.html

  6. Silvia scrive:

    Si adottano dei bimbi a distanza, si fa un po’ di beneficenza quando capita.
    L’impegno attivo nel volontariato però è un’altra cosa: é necessario coraggio e una certa distanza per rimanere lucidi e efficienti.
    Ci ho provato, spinta da un’amica, qualche anno fa con una meravigliosa associazione che si chiama MAKE A WISH Italia. La finalità di questa onlus è una magia: realizzare i desideri di minorenni gravemente ammalati. L’utilità terapeutica e psicologica della realizzazione del sogno è enorme perchè si porta la speranza quando tutto sembra impossibile, i piccoli ammalati tornano per un giorno solo bambini.
    Per una lunga serie di motivi la mia esperienza è stata breve ma vorrei comunque segnalare un lavoro così importante.

  7. filiziana morandin scrive:

    In passato ho avuto modo di fare del volontariato. Mi piacerebbe coinvolgere i miei figli in iniziative di volontariato. Mio figlio Santiago ha fatto la Cresima insieme a Martino nella Parrocchia di S. Maria in Traspontina.

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