Era di Responsabilità mi piace più che Era dell’Acquario
Pubblicato da serena il 22 Gennaio 2009 nelle categorie Cultura, Educazione, Figli Adolescenti, The cat came back
Qualche giorno fa ho letto sull’Unità un interessante articolo di Maristella Iervasi sulla riforma Gelmini. Non voglio entrare nello specifico della riforma, non ne ho la competenza e tanto meno la capacità, ma il pezzo mi ha fatto riflettere sull’educazione che noi, intesi come la società civile, stiamo dando ai nostri figli. Nell’articolo, si parla dell’esperienza di un professore di Italiano torinese che ha “eliminato le note perché i bulli facevano a gara per farne collezione: chi ne aveva di più, spadroneggiava ai giardinetti.” E aggiunge: “Figuriamoci cosa potrebbe accadere se ad un alunno, solo perché è pestifero, mettessi un 5 in condotta.” Mi è sembrato un lampante esempio di come il dominio della prevaricazione si stia diffondendo a tutti i livelli. I vincenti sono quelli che calpestano gli altri, i furbi, i ladri. Valori come il rispetto e l’onestà sono visti come attributi degli illusi o dei perdenti. In questo scenario mi ha molto colpito il discorso di insediamento di Barak Obama in cui si parla di un “Era di Responsabilità” in cui tutti i cittadini sono chiamati a fare il proprio dovere con generosità e coraggio. In un contesto dove l’idea che sono necessari lavoro e impegno per raggiungere dei traguardi pare faccia parte della storia arcaica, parole come queste colpisco nel profondo. Considerando che gli esempi che ci vengono proposti ogni giorno dai media sono quelli di individui che schiacciano i diritti degli altri per i propri interessi, un Presidente che, davanti agli occhi del mondo, parla di lealtà, gentilezza, di diversità come forza e non come di una debolezza fa sperare in una nuova era. Mi permetto di aggiungere che forse, nelle numerose e malpensate riforme della nostra scuola, dove Educazione Civica viene trascuratamente insegnata solo alle medie, bisognerebbe prendere spunto dal discorso di Obama e inserire Diritto ed Etica tra le materie scolastiche, fosse solo per offrire una visione del vivere alternativa a quella proposta da televisori perennemente accesi su un mondo fatto di calciatori e veline.
6 Commenti a “Era di Responsabilità mi piace più che Era dell’Acquario”
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22 Gennaio 2009 alle 8:33 pm
Cara Serena credo che di spunti dal discorso di Obama per noi, come Paese, come cittadini, come genitori, come educatori, come politici, come lavoratori… ce ne siano tantissimi.
Tanto per cominciare, mi piacerebbe sapere in quante classi di scuole medie e licei abbiano commentato e parlato di questo discorso.
22 Gennaio 2009 alle 8:37 pm
Cecilia, mi hai dato una bella idea. Domani cerco di parlare con i Professori di Filosofia e italiano di mia figlia, che frequenta il penultimo anno di liceo e, se non l’hanno fatto, lo propongo.
22 Gennaio 2009 alle 10:14 pm
dovremo trovare delle insegnanti queen al più presto.
22 Gennaio 2009 alle 11:07 pm
Oddio io sono dell’Acquario e quasi quasi ci speravo………….
23 Gennaio 2009 alle 8:46 pm
Finchè i furbi non pagano con l’umiliazione le loro malefatte, finchè chi imbratta i muri non è obbligato a pulirli davanti a tutti, finchè nessuno ha il coraggio di ammettere pubblicamente che i ceffoni funzionano, almeno in certi casi, sarà difficile rimediare a questa situazione
29 Gennaio 2009 alle 9:48 am
Sono assolutamente d’accordo con Serena, trovo che i modelli proposti ai nostri figli siano basati su furbizia, disinteresse del mondo che ci circonda e ipocrisia. E scusate se lo dico, ma sono convinta che le prime responsabilità e il primo modello lo diamo noi in famiglia. Certo non ci siamo ritrovati in questa situazione da un giorno all’altro: questi ultimi 20 anni almeno sono stati i più “irresponsabili” e disonesti in tutti gli ambiti, e hanno segnato profondamente ogni individuo, forgiandolo secondo principi di consumo sfrenato e dissennato, le aziende hanno esasperato la fame di guadagni e messo una classe lavoratrice in ginocchio, alla mercè di una posizione lavorativa incerta, indefinita. E abbiamo prodotto una generazione di fantasmi, cui viene negata la possibilità di acquistare una casa, di rendersi indipendenti prima dei 30 anni, men che meno di mettere su una famiglia e di dover dipendere da anziani dai filgi che forse nemmeno si avrà l’opportunità di generare, perché dopo una vita da precari non potranno nemmeno contare su una pensione. E questa è colpa della classe politica, che si è sentita deresponsabilizzata e anzi autorizzata ad occuparsi più delle proprie beghe e dei propri interessi che della vita della gente. E questa crisi economica sarà una bella lezione per molti che dell’indifferenza alla civiltà hanno fatto il loro cavallo di battaglia. C’è da sperare davvero che sull’onda di Obama si risvegli la voglia di rimboccarsi le maniche e assumersi responsabilità. E chi al momento non ha prospettive, possa ripartire di nuovo. E che i giovani possano ricevere modelli di vita più sinceri e responsabili. Vi abbraccio tutte.